Alimentazione e invecchiamento
Il massimo della contraddizione in fatto di anti-aging sembra proprio bersi un fresco e dolce soft drink in lattina, per buttare giù una delle tante pasticche di antiossidanti che, a quanto dicono , dovrebbero preservarci pelle e corpo dagli inevitabili segni del tempo.
Prima erano solo studi di ricerca, ma ormai si parla di certezza: un eccesso di zuccheri nel sangue, soprattutto se raffinati e trangugiati a stomaco vuoto, favorisce l’invecchiamento precoce ancora peggio della semplice ossidazione.
Il processo si chiama glicazione e l’effetto è come quello di un siluro (la piccola molecola di glucosio) che abbatte una portaerei (una proteina).
Il superlavoro della cellula
Lo zucchero blocca infatti la proteina con un legame chimico irreversibile che ne compromette le funzioni.
La cellula a questo punto deve correre ai ripari, distruggere la proteina compromessa (glicata) e sostituirla.
Con il passare degli anni, questo immane lavoro costa all’organismo un dispendio di energie sempre maggiori e se la presenza di zuccheri non tende a calare, il bombardamento prosegue imperterrito fino alla sconfitta: troppe proteine danneggiate e non rimpiazzate fanno sì che cellule e tessuti si induriscano invecchiando a velocità lampo e portando con sé anche il rischio di gravi patologie.
La glicazione è un danno visibile prima di tutto sulla pelle: rughe, degradazione del collagene, irrigidimento delle fibre elastiche, problemi circolatori, infiammazione del tessuto connettivo sono tutte conseguenze connesse.
Come comportarci
Il segreto è anche stavolta giocare in anticipo prevenendo la glicazione con un’alimentazione adeguata. Prima di tutto individuiamo i cibi killer: ovviamente gli zuccheri, soprattutto se raffinati, e i carboidrati ad alto indice glicemico (pane bianco, pasta, patate,dolci in genere, biscotti, prodotti da forno ecc.), senza dimenticare tutte le bibite zuccherate, anche quelle non “gassate” come il the già pronto o quello solubile, ma anche le fritture fatte male e tutti prodotti industriali ricchi di grassi idrogenati e additivi.
Qualche valido aiuto
E ora passiamo in rassegna i nostri alleati che, come più volte ci ha ricordato la Zona, sono i carboidrati a basso indice glicemico, soprattutto frutta e verdura, legumi, proteine magre in particolar modo quelle del pesce. Il tutto cotto senza eccedere nei grassi.
Non finisce qui, sembra proprio che esistano sostanze in grado di contrastare l’effetto degli Ages (Advanced Glycosilation End Product, insomma …i siluri!).
Per esempio il glutatione, il più potente antiossidante prodotto dal nostro corpo, le vitamine A, C ed E, il resveratrolo (che si trova nel vino rosso), le catechine del the verde e non ultimo l’acido alfa-lipoico. Tutte sostanze che rallentano le malattie legate all’età e regolano gli sbalzi insulinici.
E c’è chi sta già sperimentando integrazioni alimentari elinee cosmetiche contenenti questi principi, come il Dr. Nicholas Perricone che promuove questi supporti in associazione alla dieta ZONA (1)
Nella pratica di tutti i giorni
Nell’attesa di nuove indicazioni da parte della scienza, non ci resta che osservare meglio quello che mettiamo in tavola, con la consapevolezza che il cibo, se scelto male, non solo provoca l’accumulo di grasso (con le inevitabili conseguenze per la salute ed estetiche) ma rappresenta anche la minaccia di una vecchiaia poco serena.
Via libera allora alle proposte alimentari “ageless”, di cui vi proponiamo un esempio, sottoforma di un dolce spuntino.
Senza mai dimenticare che un’attività fisica costante è un alleato fondamentale per migliorare il tono muscolare e rallentare i processi dell’invecchiamento.
Dr. Lucio Lorusso