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Scienza della nutrizione
ZONA E DINTORNI - HARA HACHI BU : IL SEGRETO DELLA GIOVINEZZA
CONSIGLI DAL GIAPPONE
Per chi non si è mai stancato di cercare l’”elisir di lunga vita” arrivano i consigli di Chikako Usui, eminente gerontologa giapponese, che ipotizza la possibilità per l’uomo di raggiungere felicemente i 125 anni, solo intervenendo sullo stile di vita in generale e sul modello alimentare nello specifico.
Proprio in Giappone sembra che ci sia la miglior aspettativa di vita del mondo…e probabilmente non solo per il SUSHI, il SASHIMI o la zuppa di MISO!
In realtà la maggior parte dei centenari nipponici vive in aree rurali o nelle isole meridionali come Okinawa, dove i limiti territoriali fanno sì che sopravvivano le abitudini e gli stili di vita tradizionali, con l’ulteriore beneficio di cibi che provengono dalle stesse aree di residenza, senza importazioni e senza interventi industriali.
 
QUALI CIBI?
Soprattutto frutta e verdura locale, ricche di vitamine, di antiossidanti (grazie alla maturazione naturale sul territorio e non nelle stive delle navi di trasporto verso paesi importatori).
E poi i fagioli di soia e il tofu (il “formaggio” ricavato dalla soia) con il loro patrimonio di proteine vegetali ad alto valore biologico e di fitormoni che aiutano a rallentare l’invecchiamento.
C’è il pesce ricco di Omega 3 (sardine, aringhe, salmone, sgombri, tonno, pesce spada), i grassi protettivi per le arterie e il cuore, ma altresì utili nella riduzione del rischio di diabete.
Non dimentichiamo le alghe, con il loro carico di iodio ma soprattutto di calcio, ottimo per la prevenzione dell’osteoporosi. Tra le bevande il the verde e quello bianco (ottenuto dai germogli della pianta), preziose fonti di vitamine e antiossidanti come i gallati (EGCG), che in alcuni studi recenti hanno dimostrato anche una spiccata azione ipocolesterolemizzante.
 
L’IPERALIMENTAZIONE, UN FENOMENO DILAGANTE
La vera “novità” però non è un alimento, una molecola o ancora un principio attivo scoperto dai ricercatori, bensì un antico detto sempre proveniente dalla tradizione giapponese: HARA HACHI BU, per l’appunto “alzati da tavola quando non sei ancora sazio”
L’iperalimentazione è una delle maggiori fonti di pericolo perché l’organismo, sottoposto a stress per digerire l’eccesso di cibo, si comporta come una macchina troppo usata: invecchia prima e si deteriora presto.
 
LA RESTRIZIONE CALORICA
Per l’uomo bastano le osservazioni sulle popolazioni che, oltre a uno stile alimentare attento alla qualità degli alimenti, consumano in genere meno calorie rispetto alla media dei paesi occidentali, mantenendosi in forma sia dal punto di vista del peso, sia per gli aspetti strettamente salutistici (diabete, ipertensione, malattie cardiache e metaboliche, malattie infiammatorie neurodegenerative).
Per gli animali, invece, gli studi sulla dieta a ridotto contenuto calorico coprono periodi che arrivano ai 20 anni.
Nelle scimmie (Rhesus Monkeys) la restrizione calorica, completa però nei nutrienti fondamentali e nei micronutrienti, assicura la longevità e ritarda l’insorgenza delle malattie tipiche della terza età, in particolare diabete e malattie cardiovascolari.
Per intenderci.. dopo 20 anni la metà delle scimmie a “dieta libera” è morta, mentre l’80% di quelle a “dieta ipocalorica” sopravvive!
Ma l’aspetto fondamentale è che anche il cervello rende di più, soprattutto nelle aree responsabili del movimento, del ragionamento e della memoria.
Questo recentissimo studio sulle scimmie  ha come illustre capostipite un lavoro dei ricercatori della Cornell University (Ithaca - New York ) che risale addirittura al 1935 ed è il primo a dimostrare che, riducendo l’apporto di cibo nei ratti, si può ottenere un significativo aumento della loro longevità.

Dr. Lucio Lorussso
Zone Consultant
RICETTA
E ora una ricetta di cucina “fusion” (è la moda!) che, nel rispetto dei parametri della ZONA, unisce la soia, ingrediente caratteristico dell’alimentazione orientale e fonte di proteine di assoluto valore biologico, con vegetali della tradizione mediterranea come il radicchio rosso e la melanzana.

TOFU MARINATO, CON RADICCHIO TREVISANO E CREMA DI MELANZANA
 
Ingredienti per un pasto di 4 BLOCCHI completi
 
·          200 g di Tofu fresco
·          1 melanzana grossa (circa 400 g)
·          1 cespo di radicchio trevisano (spadone o tardivo)
·          1 cipolla media
·          1 spicchio di aglio piccolo e qualche filo di erba cipollina
·          Salsa di soia tipo Tamari o Shoyu
·          Peperoncino tritato o paprica piccante in polvere
·          1 cucchiaio di aceto di vino bianco oppure aceto di riso 
·          1 cucchiaio scarso di olio extravergine d’oliva oppure olio di girasole
·          sale, pepe, succo di limone, brodo vegetale
·          1 pera grossa (circa 250 g, calcolati al netto di buccia e torsolo)
 
Lavare la melanzana, bucarla con i rebbi della forchetta e metterla in forno a 200° per circa 1 ora, fino all’appassimento. Toglierla dal forno, raffreddarla, eliminare la buccia e frullare la polpa con poco aglio, erba cipollina, sale, peperoncino o paprica, qualche goccia di limone e ½ cucchiaio di olio.
Affettare il Tofu e marinarlo con salsa di soia per tutto il periodo di cottura della melanzana.
Tagliare la cipolla a fettine sottili, lavare il radicchio trevisano e tagliarlo in 4 spicchi.
In una casseruola scaldare poco brodo vegetale, aggiungere la cipolla e brasare per 2’, unire l’aceto e il radicchio, aggiustare di sale e pepe e cuocere per 7-8’ aggiungendo ancora un po’ di brodo vegetale se la preparazione tende ad asciugare.
Disporre sul radicchio le fettine di Tofu marinate, coprire la casseruola e cuocere ancora per 3-4’.
Servire la preparazione di Tofu ben calda, accompagnandola con la crema di melanzana tiepida e con un’insalata di finocchi tagliati a julienne e conditi con sale, pepe, succo di limone (o di arancia) e il restante ½ cucchiaio di olio.
 
Per il pasto di 4 BLOCCHI completare i carboidrati mancanti con la pera cotta al forno.
Per il pasto di 3 BLOCCHI utilizzare solo 150 g di Tofu , ridurre l’olio (in totale 2 cucchiaini) e completare con una pera più piccola (150 g).
Per i 5 BLOCCHI aggiungere al pasto di 4 BLOCCHI un bicchiere di latte di soia tipo Soyadrink (250 g) oppure una porzione di crackers bilanciati al farro o una porzione da 1 BLOCCO di dolce in Zona.
BIBLIOGRAFIA CORRELATA
Colman R.J., Anderson R.M., Johnson S.C., Kastman E.K., Kosmatka K.J., Beasley T.M., Allison D.B., Cruzen C., Simmons H.A., Kemnitz J.W.,  Weindruch R.
Caloric Restriction Delays Disease and Mortality in Rhesus Monkeys
Science 10 July 2009: Vol. 325. no. 5937, pp. 201-204 DOI: 10.126/science. 1173635
 
Kelley D.E., Wing R., Buonocore C., Sturis J., Polonsky K., Fitzsimmons M.
Relative effects of calorie restriction and weight loss in noninsulin-dependent diabetes mellitus
J.Clin.Endocrinol.Metab., Nov 1993; 1287-1293
 
XXVIII° Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica
II° Congresso nazionale dell’Accademia Italiana di Medicina Anti-Aging
Relazione del Prof. Giovanni Scapagnini
“Restrizione calorica e longevità”
Roma, 4 maggio 2007                                            
 
Chikako Usui
Demographic Change and the Family in Japan's Aging Society (review)
Social Forces - Volume 82, Number 3, March 2004, pp. 1232-1233
 
Chikako Usui
Aging Society and the Transformation of Work in the Post-Fordist Economy”
In “The Domgrafic Challenge: A Handbook about Japan” (2008) 
(edited by F. Coulmas, H. Conrad, A. Schad-Seifert and G. Vogt).
The Netherland : Brill, Chapter 9, pp. 163-78)
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