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Scienza della nutrizione
ZONA E DINTORNI - PROTEINE E PRESSIONE ARTERIOSA: QUALE LEGAME?
Nella storia
Quando il polso è abbondante, ma teso e pieno come una corda, si formano rigonfiamenti d’acqua”, questa è la prima descrizione in assoluto del fenomeno “pressione sanguigna” che si legge nel Trattato fondamentale della Medicina Cinese, risalente al 4500 a.C.
Nella storia della medicina si trovano man mano le correlazioni tra ipertensione e funzionalità renale, nonché fra aumento della pressione e ingrossamento del ventricolo sinistro del cuore, con ipertrofia della parete.
Solo negli ultimi 40 anni le ulteriori prove accumulate tramite studi su modelli animali hanno finalmente confermato la naturale correlazione fra ipertensione ed “escrezione salina difettosa”, con particolare attenzione al ruolo giocato dal sodio introdotto con la dieta.
 
Sale e alimentazione
E’ noto che le popolazioni primitive di diverse parti del mondo, che non assumevano sodio in eccesso nella dieta (in pratica non aggiungono sale ai loro cibi), non soffrivano di ipertensione. Tra l’altro, la loro pressione non saliva neppure con il progredire dell’età...
Con l’acquisizione di stili alimentari “occidentali” e l’introduzione di cibi più ricchi di sale, il fenomeno si è presentato anche per queste popolazioni. C’è infatti una significativa correlazione tra il livello di assunzione di sale e la frequenza di comparsa dell’ipertensione arteriosa. Del resto, se i pazienti ipertesi eliminano l’aggiunta di sodio (sale) nella dieta, la pressione cala!
 
Proteine e pressione
La novità negli studi sul fenomeno ipertensivo si trova in un lavoro dell’Università del Connecticut, pubblicato nel mese di Luglio sul “Nutrition Journal”, dove si evidenzia la proprietà delle proteine del latte di migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni nei soggetti sani.
L’assunzione in dose significativa di un peptide derivato dal siero di latte migliora la risposta circolatoria e la resistenza vascolare, determinando la riduzione della pressione arteriosa.
In effetti, tale azione è ascrivibile a un peptide, il NOP-47 (Nitric Oxide Peptide 47), che si produce dalla fermentazione del latte ad opera del Lactobacillus Helveticus (LBK-16 H).
Il NOP-47 ha la capacità di aumentare la produzione di NO (monossido di azoto) da parte di cellule specializzate presenti nella parete dei vasi sanguigni. Il rilascio di NO dalle cellule dell’endotelio determina una immediata dilatazione dei vasi, con conseguente calo della pressione arteriosa, diminuzione del fenomeno infiammatorio e prevenzione del rischio trombotico.
E’ ipotizzabile che un prodotto “naturale” di questo tipo si affianchi ai già noti alimenti supplementati ( i Functional Food) presenti sul mercato e basati su principi attivi quali i fitosteroli, i beta-glucani, gli omega 3 ecc. … che si rivolgono specificatamente alla salute del cuore e del sistema circolatorio.
 
Non solo peptidi da fermentazione
Ma non finisce qui. Un recentissimo lavoro della Curtin University of Technology di Perth (Australia) ha dimostrato l’efficacia della supplementazione di proteine del siero di latte sulla pressione e sulla funzione vascolare, anche in assenza di fermentazione e quindi di produzione di peptidi specifici.
La somministrazione di proteine del siero di latte (Lattoalbumina e Lattoglobulina in particolare) nei soggetti in soprappeso mostra una significativa azione di riduzione sia della pressione arteriosa sistolica (SBP) sia di quella diastolica (DBP) nei confronti della supplementazione di caseina (la proteina tipica dei formaggi) e soprattutto nei confronti dei soggetti di controllo, sottoposti allo studio, la cui dieta non è supplementata con proteine di alcun genere.
 
Consigli per …l’uso!
A questo punto diventa indispensabile una corretta e stabile presenza di proteine del latte nella dieta attraverso l’utilizzo di latte scremato, prodotti fermentati (yogurt, kefir, latti fermentati in genere), ma soprattutto recuperando il consumo di un alimento tipico della tradizione italiana: la Ricotta, derivata dal solo siero di latte e quindi dalla coagulazione delle proteine più efficienti.
Nel frattempo è opportuno ridurre l’uso del sale a favore di erbe aromatiche, spezie, insaporenti a basso contenuto di sodio, e aumentare il consumo di frutta e verdura ricche di potassio, il naturale antagonista del sodio a livello renale.

Dr. Lucio Lorusso
Zone Consultant
RICETTA

Ecco la ricetta della ricotta al forno, un piatto semplice e saporito che si può conservare per qualche giorno in frigorifero

RICOTTA AROMATICA AL FORNO CON VERDURE GRIGLIATE
 
Ingredienti per un pasto di 4 BLOCCHI completi
 
·          300 g di ricotta fresca (1 ricottina di latte vaccino oppure di capra o di pecora)
·          Origano (oppure rosmarino tritato o prezzemolo secco o erba cipollina)
·          Sale e pepe
·          100 g di melanzana a fette
·          200 g di zucchine a fette
·          100 g di falde di peperone rosso e giallo
·          1 cucchiaio scarso di olio extravergine d’oliva
·          50 g di kiwi a fettine
·          50 g di ananas (fresco o in scatola al naturale) tagliato a dadini
·          50 g di mela verde a fettine
·          100 g di fragole (sempre a fettine)
·          Poco succo di arancia
 
Mettere la ricottina in una teglia rivestita di carta da forno. Insaporire bene con sale, pepe e origano (o altra erba aromatica). Cuocere per circa 60’ a 180-200° e poi lasciar raffreddare nel forno spento.
Tagliare la ricotta a fettine e distribuirla (calda o fredda, a piacere) sulle verdure  grigliate in precedenza e insaporite con sale e pepe. Aggiungere l’olio ed eventualmente ancora un pizzico di origano.
Per completare il pasto di 4 BLOCCHI accompagnare il piatto con 2 crackers integrali o 2 gallette di riso integrale soffiato (tipo Cereal) e con la frutta mescolata e insaporita con il succo di arancia
 
Per i 3 BLOCCHI basta utilizzare solo ¾ della ricotta (220-230 g) evitando i crackers o le gallette di riso
Per i 5 BLOCCHI utilizzare tutta la ricotta aggiungendo al piatto un cucchiaio colmo di parmigiano a scaglie, completare sempre con i 2 crackers , la macedonia di frutta e un bicchiere di vino.
Se non si utilizza il vino aggiungere altri 50 g di kiwi e 50 g di ananas alla macedonia
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Ballard K.D., Bruno R.S., Seip R.L., Quann E.E., Volk B.M., Freidenreich D.J., Kawiecki D.M., Kupchak B.R., Chung M.Y., Kraemer W.J., Volek J.S.
Acute ingestion of a novel whey-derived peptide improves vascular endothelial responses in healthy individuals: a randomized, placebo controlled trial
Nutrition Journal 2009, 8:34 (22 July 2009)
 
Pal S.,  Vanessa E.
The chronic effects of whey protein on blood pressure, vascular function and infiammatory markers in overweight individuals
Obesity (2009) doi: 10.1038/oby.2009.397
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