La parola alle statistiche
Da una recente indagine campionaria Periscope (Pilot European Regional Interventions for Smart Childhood Obesity Prevention in Early Age) voluta dal Movimento difesa del cittadino sul tema dell'alimentazione infantile in Europa, emerge un dato sconcertante: il 21% dei piccoli del Belpaese è in sovrappeso oppure obeso.
Un quadro che si discosta notevolmente da quello dei nostri colleghi europei, come risulta dallo studio comparativo che vede coinvolti in prima fila l’Asl di Brindisi, con il supporto della presidente di Ecog (European Childhood Obesity Group) la pediatra Margherita Caroli, a fianco dell'Università danese di Aalborg e quella polacca di medicina della Silesia.
Troppa tv e poco sport.
Sono questi i motivi che ci portano al primo posto di una classifica decisamente poco gratificante. Lo studio ha infatti interessato un campione di circa 1200 bambini tra i 3 e i 6 anni, esaminandone gli stili di vita familiare, il livello di attività fisica e le abitudini alimentari sia a casa che all’asilo, dove i bambini trascorrono gran parte della giornata.
I bambini danesi sono risultati i più attivi: il 53,5% del campione svolge infatti regolarmente un’attività sportiva, contro il misero 18,2% italiano. Esaminando parallelamente il consumo di tv (dato fortemente connesso con il livello di obesità), solo il 3% dei danesi passa più di due ore al giorno davanti al piccolo schermo.
Al contrario, sia i polacchi che gli italiani, risultano molto più pigri, con una percentuale rispettivamente di 12,2% e 13.2%. Lo stesso dato cresce a dismisura nel fine settimana, quando il consumo televisivo sale al 41% per i polacchi, 25% per gli italiani e 22,7% (anche) per i danesi.
Un problema più ampio
Se gli italiani sono i bambini che si muovono meno, spesso la causa è imputabile alla mancanza di adeguati spazi aperti. Secondo quanto dichiarato dai genitori, il 50% non può infatti giocare all'aperto. Ben 50 volte più dell’1% danese. E pensare che lassù il clima è decisamente meno mite del nostro…
Sempre in Danimarca e Polonia, la percentuale dei bambini “non autorizzati” a giocare all’aperto è pari a zero, contro il nostro 11%.
Come afferma lo stesso Movimento di difesa del cittadino, la responsabilità è da attribuire alla mancanza, in Italia, di aree verdi attrezzate e al problema delle strade troppo trafficate.
Non dimentichiamoci dell’alimentazione!
Come se non bastasse, accanto ad uno stile di vita che, soprattutto nella nostra penisola, predilige la sedentarietà, si aggiungono abitudini alimentari decisamente poco favorevoli.
Qualche altra percentuale? Il 27,5% dei piccoli italiani non mangia mai verdura cruda e il 40% non consuma mai quella cotta.
Nulla a che vedere con i baby danesi, tra i quali il 70% mangia frutta almeno una volta al giorno e il 65% preferisce la verdura cruda una o più volte al giorno.
Per non parlare del consumo “stratosferico” di snacks (merendine varie) e soprattutto di bibite zuccherate (i softdrinks) che differenzia notevolmente i nostri bambini sia da quelli danesi sia dai polacchi
Ricominciamo dall’asilo
Dopo aver sollevato il velo su una realtà scioccante, lo studio ha sottolineato l’importanza del ruolo degli asili e dei genitori come validi modelli da cui prendere esempio, oggi più che mai in relazione ai modelli alimentari.
L’indagine sul livello di gradimento degli asili da parte dei piccoli rivela che la quasi totalità (90%) dei bambini dei 3 paesi è contenta di andare all’asilo.
Un dato confortante, che permette di individuare in queste strutture l’importante punto di partenza per la diffusione di uno stile di vita diverso… e più salutare.
Magari a partire dallo stesso tragitto verso l’asilo: benchè infatti la distanza casa-asilo in Italia sia mediamente inferiore al chilometro, sembra che i genitori italiani siano i più restii ad abbandonare la cattiva abitudine dell’auto, rinunciando a fare due passi.
Dr. Lucio Lorusso
Zone Consultant