LA FLORA INTESTINALE
Il nostro intestino ospita una vasta popolazione di microrganismi fondamentali per il suo corretto funzionamento grazie alla loro funzione IMMUNITARIA (contro virus, microrganismi nocivi e sostanze responsabili di allergie) e NUTRITIVA ( produzione di enzimi e vitamine e degradazione di sostanze tossiche).
La flora intestinale può essere indebolita da cattiva alimentazione, antibiotici, stress e quindi necessita di un costante potenziamento attraverso il supporto di particolari batteri capaci di ottimizzarla e incrementarne il benessere.
Tali batteri si dicono probiotici (da pro-bios, cioè in favore della vita) e sono microrganismi viventi che esercitano un effetto positivo sulla salute dell'ospite, rafforzandone l'ecosistema intestinale.
Gli alimenti probiotici - principalmente i latticini- sono alimenti arricchiti con tali batteri, tra cui i principali sono Lactobacillus, Lactococcus, Leuconostoc, Pediococcus e Bifidobacterium.
UN PO’ DI STORIA…
La comunità scientifica internazionale rivolse per la prima volta la propria attenzione sui batteri presenti nello yogurt - i cosiddetti fermenti lattici - dopo che nel 1908 il biologo russo Elie Metchnikoff evidenziò come la longevità dei pastori bulgari e caucasici (capaci di arrivare a 100 anni!) potesse dipendere dal consumo massiccio di yogurt.
Negli anni '20 alcuni ricercatori americani dimostrarono la differenza fra i batteri lattici utilizzati per la produzione di latte fermentato e quelli che si trovano normalmente nell'intestino: i primi appartenevano alle specie Lactobacillus bulgaricus (oggi indicato come Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus) e Streptococcus thermophilus, mentre i secondi alla specie Lactobacillus acidophilus.
Non tutti i batteri possono definirsi probiotici, sono infatti necessarie le seguenti prerogative:
§ essere di origine umana
§ resistere all'acidità dello stomaco e all'azione della bile
§ sopravvivere nel tratto gastrointestinale e aderire alla mucosa riproducendosi
§ essere perfettamente tollerabili
IL RUOLO DEI PREBIOTICI
Quando si parla di prevenzione e gestione dei dismicrobismi intestinali è d’obbligo fare entrare in campo anche i prebiotici. Diversamente dai probiotici, i prebiotici sono ingredienti alimentari (si tratta infatti di fibre, per lo più galattosaccaridi e polisaccaridi) che non vengono digeriti nel tratto iniziale dell’intestino umano e sono quindi in grado di arrivare all’intestino crasso, dove stimolano la crescita e l’attività dei microrganismi non patogeni utili, già presenti nell’intestino stesso.
Qui infatti i batteri della flora intestinale li trasformano in acidi grassi a corta catena come acetato, butirrato e propionato, che provocano a loro volta un calo del pH nell’intestino crasso, favorendo la riduzione della crescita di batteri ad azione patogena, l’aumento dell’assorbimento di alcuni micronutrienti, una miglior "funzionalità" intestinale e altri effetti fisiologici.
I principali prebiotici sono Frutto-oligosaccaridi, Inuline, Isomalto-oligosaccaridi, Lattitolo, Lattosaccarosio, Lattulosio, Pirodestrine, Oligosaccaridi della soia, Transgalatto-oligosaccaridi, Xilo-oligosaccaridi e il loro impiego è diffuso soprattutto in Giappone e in USA, in qualità di integratori.
Ma occorre ricordare che i prebiotici si trovano naturalmente in molti cibi tra cui la farina di diversi tipo di cereali, il riso, le banane, il miele, il germe di grano, l'aglio, la cipolla, i porri e i legumi in genere.
Gli studi condotti mostrano che i prebiotici migliorano le caratteristiche qualitative e quantitative della popolazione dei microrganismi intestinali, aumentando il numero dei ceppi dei generi Lactobacillus e Bifidobacterium.
Ma c’è di più: recenti ricerche stanno infatti esplorando l’ipotesi che l’azione dei prebiotici sia utile anche in corso di malattie infiammatorie croniche, come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.
LA SINDROME DEL COLON IRRITABILE : L’IMPORTANZA DEI PREBIOTICI E DEL BIFIDOBACTERIUM
La Sindrome del colon irritabile è il disturbo gastro-intestinale più comune nella popolazione adulta. Ma non altrettanto ben noto è il ruolo che la microflora batterica intestinale può avere in questa patologia, attraverso la mediazione di processi infiammatori e immunitari. I risultati delle somministrazioni sperimentate sono variabili e comunque dipendenti dal ceppo di microrganismi vitali benefici utilizzati.
In particolare, uno studio, condotto verso placebo, con un disegno di tipo crossover, ha dimostrato l’azione benefica del Bifidobacterium Infantis contro i disturbi gastrointestinali del colon irritabile.
Una miscela di trans-galacto-oligosaccaridi, capace di agire come prebiotico per il Bifidobacterium, è stata infatti somministrata per 12 settimane a 44 soggetti affetti da Sindrome del colon irritabile, con dosi di 3,5 e 7,0 g al giorno. I dati raccolti hanno confermato la capacità della miscela di stimolare il Bifidobacterium presente nell’intestino migliorando così i sintomi della sindrome già alla dose di 3,5 g/die. Aumentando le dosi il trattamento ha inoltre mostrato addirittura un effetto favorevole sull’ansia, un “disturbo” spesso associato ai fastidiosi sintomi di questa patologia. I risultati ottenuti e i continui studi svolti in ambito scientifico non solo confermano il ruolo basilare degli interventi nutrizionali attivi sulla flora intestinale nel trattamento di diverse patologie gastro-enteriche, ma aprono le prospettive alla reale efficacia di una opportuna e costante integrazione prebiotica e probiotica in ambito preventivo.